Mai così bene. Mai così rischioso. Se l’export negli anni asfittici della crisi è stata forse l’unica risorsa per mantenere aperti capannoni e salvare fatturati (quindi anche stipendi e posti di lavoro), oggi è proprio il susseguirsi di incertezze sul piano internazionale a rendere difficile fare previsioni. Dopo la batosta del 2009 (-20% l’export nazionale) e la sostanziale stagnazione del 2013, le vendite estere italiane sono sempre cresciute. Tanto che nel I semestre 2015 l’export italiano (complessivamente inteso, cioè Ue e extra-Ue) ha messo a segno, secondo l’Istat, una crescita del 5% sullo stesso periodo precedente. Nell’Unione europea le vendite nazionali sono cresciute del 3,7%, mentre nel perimetro extra-Ue è schizzato sino a +6,5 per cento (con le regioni del Nord a guidare la locomotiva).

Nel 2014 il totale dell’export italiano ammontava a 397 miliardi di euro, 217,7 dei quali provenienti dall’Unione Europea, che si conferma il mercato più prolifico per i prodotti italiani (vale il 55% dell’export totale). Altri mercati importanti per le esportazioni italiane sono i Paesi europei extra Ue (12% dell’export totale), l’Asia orientale (8,5%) e l’America del nord (8,3%)

Fonte: http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/09/29/export-italiano-in-crescita-5-di-esportazioni-nel-primo-semestre-2015-ma-preoccupano-le-incertezze-internazionali/