Il Cile ha una nuova strategia energetica nazionale a lungo termine. Il governo ha firmato in questi giorni “Energia 2050”, il piano che traghetterà la nazione sudamericana in un futuro a base di sicurezza energetica ed energie rinnovabili. Il documento, presentato dal presidente Michelle Bachelet a fine anno, contiene obiettivi precisi per quattro temi chiave per la crescita sostenibile del Cile: sicurezza e qualità dell’approvvigionamento; energia come motore di sviluppo; energia compatibile con l’ambiente; efficienza ed educazione energetica.
“Il Cile è un paese maturo, in grado di affrontare grandi sfide e apportare le modifiche necessarie affinché possa uscirne ancora più forte. Come governo dobbiamo agire… e fare quello che serve per avere domani un futuro migliore”, ha commentato la Bachelet dal palco della presentazione.
La nuova politica energetica cilena prevede di portare entro i prossimi 34 anni, la quota di elettricità prodotta da energie rinnovabili al 70% del mix, assicurando nel contempo al 100% della popolazione un servizio continuo e di qualità; inoltre Energia 2050 ha tra gli obiettivi principali quello di realizzare nuovi edifici energicamente efficienti e dotati di sistemi intelligenti di controllo e gestione dell’energia, di portare sul mercato solo apparecchi ed elettrodomestici con alti standard di efficienza e di divenire uno dei primi tre paesi OCSE con i più bassi prezzi energetici al dettaglio.
“Si tratta di obiettivi ambiziosi, ma proprio questo è il punto, a meno che non decidessimo di ignorare le nostre attuali responsabilità. Quindi dobbiamo metterci al lavoro ora”, ha sottolineato il Presidente.
A dire il vero, almeno per quanto riguarda le energie rinnovabili, a strada sembra già essere spianata e la meta facilmente raggiungibile: basti pensare che oggi in Cile le green energy sono decisamente più convenienti delle fonti fossili, nonostante non siano previsti incentivi di sorta per gli impianti verdi. I proprietari di fattori solari o eoliche hanno entrate solamente dalla vendita tramite PPA, ossia con contratti di fornitura di energia a terzi, o sul mercato spot. Eppure i dati sul costo livellato dell’energia, parlano chiaro: nell’ultima asta governativa sono state offerte tariffe tra i 65-68 dollari per MWh per tre parchi fotovoltaici e i 79 dollari il MWh per due wind farm, mentre il carbone non è riuscito a scendere sotto gli 85 dollari al MWh.
La creazione di questa strategia è parte dell’agenda energetica lanciata a maggio 2014 ed è il frutto di un lavoro di progettazione partecipata che ha coinvolto oltre 3.500 persone, tra esperti e rappresentati del settore, raccogliendo anche il parere dei cittadini.

Fonte: http://www.rinnovabili.it/energia/energie-rinnovabili-cile-70-2050-666/