La presidenta chilena, Michelle Bachelet, subrayó hoy que el suyo es “un país confiable para invertir” ante la patronal francesa en París, a la que invitó a incrementar su presencia allí, al tiempo que puso en valor sus reformas para una educación de calidad y acceso a todas las capas sociales. “Una educación de calidad, así como una mayor inversión en ciencia y tecnología es lo que se requiere para un mejor posicionamiento de Chile en la economía mundial” y una menor dependencia de las materias primas, señaló Bachelet ante el Movimiento de Empresas de Francia (Medef). Dijo que la educación es “una de las reformas tal vez más ambiciosas” que lleva a cabo su Gobierno y que el objetivo es, además de mayor calidad, que el sistema sea “menos segregador”, lo que pasa por un dispositivo para un acceso gratuito a la universidad. “No es sólo un factor de justicia social, sino de eficacia económica”, señaló la jefa del Estado. A su juicio, y aunque “Europa es muy inversionista en Chile”, donde están presentes unas 200 compañías francesas, “podemos mejorar mucho más”. Insistió en que las empresas francesas encontrarán “un país abierto, serio y confiable” que además “puede ser para las empresas extranjeras una plataforma” para hacer negocios en el resto de Latinoamérica y en la región del Pacífico. Bachelet explicó que su Administración está apostando por un desarrollo basado en “un crecimiento sostenido”, pero también en “reducir brechas persistentes”. Recordó que el poder adquisitivo de Chile ronda los 23.000 dólares per cápita y así “se acerca al de Portugal” y que en 2014 con 22.000 millones de dólares fue el tercer receptor de inversiones en Latinoamérica, “muy cerca de México” y el único en el que se incrementaron esos flujos respecto a 2013, en concreto un 14 %. Sobre los sectores susceptibles de acoger inversiones extranjeras, citó en primer lugar la minería -precisó que las posibilidades no se limitan al cobre, sino también a otros minerales como el litio-, la energía -y en particular las renovables que pretenden que represente “al menos el 20 %” en el horizonte de 2025- o las infraestructuras -con 26 pasos fronterizos en los que Chile trabaja con Argentina-. “Chile ofrece oportunidades excepcionales para el desarrollo del turismo” gracias a su variedad de climas, por lo que un escritor llamó “nuestra loca geografía”, comentó Bachelet, que también pidió la atención de los empresarios franceses por el sector agroalimentario, cuyo volumen de exportación ha llegado a 14.000 millones de dólares. Al finalizar su intervención, en la que estaba acompañada en particular por sus ministros de Economía, Luis Felipe Céspedes, de Obras Públicas, Alberto Undurraga, y Energía, Máximo Pacheco, la presidenta respondió a varias preguntas de los ejecutivos franceses. Una de ellas, de un responsable del fabricante de materiales de construcción Saint Gobain, fue sobre los altos precios de la energía que dificultan la exportación de la producción de este grupo francés en Chile. Bachelet indicó que bajar el precio es uno de los objetivos de su política energética, pero también incrementar el peso relativo de las renovables con algunas fuentes “no convencionales” como la geotermia y la maremotriz y aumentar las interconexiones. Otra pregunta sobre los obstáculos al cabotaje interno, de la naviera francesa CMA-CGM, no obtuvo una contestación directa de la presidenta, que dijo no estar al corriente, y que se la llevaba de vuelta para Chile para examinarla allí. Antes de presentarse ante los empresarios, la presidenta de Chile se entrevistó en privado con el presidente del Medef, Pierre Gattaz. El responsable de la división internacional de la patronal francesa, Jean Burelle, halagó la apertura de la economía chilena que ofrece “buenas oportunidades” para Francia y afirmó que “tenemos que hacer más tanto en intercambios comerciales como en inversión”.

Fuente: https://es.finance.yahoo.com/noticias/bachelet-presenta-chile-empresas-francesas-pa%C3%ADs-confiable-101901279–business.html

Un bilaterale tra Italia e Messico. Il Business Council Italia-Messico ha messo in scena all’Ispi di Milano un incontro della business community dei due Paesi. Ospiti i due presidenti del Consiglio, Matteo Renzi ed Enrique Peña Nieto, oltre a un parterre di grandi imprese. Renzi ha invitato i messicani a investire in Italia e Peña Nieto ha auspicato che le resistenze non ostacolino un decollo della collaborazione binazionale. Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, ha coordinato gli interventi, ricordando che «il Messico è un mercato per noi sempre più importante, anche perché collegato a tutto il mercato Nafta». E ha aggiunto che «il Messico è un Paese che, come il nostro, sta cercando in condizioni difficili di costruire un futuro». Claudio Descalzi, ad dell’Eni, ha ricordato che il gruppo energetico italiano è pronto a investire in Messico, a condizione che vengano offerte garanzie delle regole. Mentre per Mauro Moretti, ad di Finmeccanica, il Messico è un Paese cui si potrebbe intensificare la presenza, soprattutto per la nostra expertise nel settore della sicurezza. Francesco Starace, ad di Enel, ha invece ricordato che la sua società vorrebbe investire di più in Messico. Una presenza da intendere anche come un hub per altri Paesi centroamericani. Tra gli intervenuti anche quello del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, secondo cui «l’export è uno dei volani della crescita e abbiamo inserito il Messico tra i Paesi target individuati dal grande piano di rilancio straordinario del “made in Italy”, che prevede iniziative sia di promozione dell’export che in materia di attrazione degli investimenti nel triennio 2015-2017». Nell’ambito del Business Council Italia-Messico, Alitalia ha firmato un memorandum of understanding con il Governo Messicano finalizzato all’apertura di un nuovo collegamento diretto Roma-Città del Messico. L’intesa sottoscritta ieri prevede il contributo delle parti per lo sviluppo dei flussi turistici tra i due paesi anche finalizzati all’aumento dell’interscambio commerciale. L’apertura di questa nuova tratta intercontinentale è resa possibile dal piano di investimenti che Alitalia sta sostenendo per lo sviluppo e il rinnovamento della flotta di lungo raggio.

Fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-06-13/la-forza-dell-industria-messicana-usiamo-meccanica-italiana-081431.shtml?uuid=ACuAfB&refresh_ce

I rappresentanti di Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria, e delle città di Bolzano, Como, Imperia, Milano e Napoli si sono dati appuntamento al Padiglione della Colombia, insieme ai referenti di aziende e associazioni di categoria, per approfondire le potenzialità d’investimento e le opportunità commerciali che la Colombia offre al mercato straniero. “L’obiettivo della Colombia a Expo è rafforzare i rapporti commerciali con l’Italia attraverso incontri b2b tra delegazioni italiane e colombiane. In questo modo puntiamo a convincere le aziende italiane che la Colombia è il partner ideale per investire in America Latina” ha dichiarato Juan Pablo Cavelier, commissario del Padiglione colombiano. Un quadro normativo competitivo, un ampio ventaglio di zone franche, e una posizione geografica ottimale sono solo alcuni degli aspetti che rendono la Colombia una “hub” ideale per l’America Latina, un luogo sicuro e strategico per le aziende straniere che desiderano espandersi oltreconfine. La Colombia promuove la sostenibilità degli investimenti a lungo termine e facilita l’integrazione commerciale grazie all’adozione di misure fiscali e accordi internazionali. Sono infatti 13 i trattati di libero scambio già in atto con differenti Paesi, fra i quali l’Unione Europea, e 23 gli accordi internazionali che consentono alla Colombia di giocare un ruolo di primo piano nel campo del commercio globale grazie all’accesso preferenziale a circa 1.500 milioni di consumatori. Il Paese ha inoltre messo in atto 16 convenzioni volte ad evitare la doppia imposizione fiscale. “La Colombia non è solo un Paese meraviglioso per la sua ricchezza naturale, ma sta attuando una vera e propria rivoluzione da tutti i punti di vista, in particolar modo in campo commerciale industriale e di sviluppo” ha dichiarato Fabrizio Grillo, Segretario Generale del Padiglione Italia. “E’ un paese che in questi anni ha saputo accrescere la sua capacità di attrazione di capitali e d’investimento in maniera davvero notevole”. Secondo il rapporto di Doing Business della Banca Mondiale, la Colombia è al 3° posto nella classifica dei Paesi con maggiori opportunità commerciali e ha attuato il piano di riforme più ambizioso nel contesto latinoamericano. E’ inoltre il 6° Paese su scala mondiale e il 1° della regione in materia di tutela degli investimenti. Il tasso d’inflazione più basso del continente, un’occupazione in continua crescita e un PIL pro capite che dal 2000 ad oggi è quasi raddoppiato sono alcuni fra gli aspetti che contribuiscono alla stabilità che contraddistingue oggi il Paese. Sono già 16.000 le aziende italiane presenti sul territorio colombiano in particolare nei settori dell’infrastruttura, tra cui Impregilo, attualmente impegnata nella costruzione di due centrali idroelettriche e del terzo tratto della Ruta del Sol, dell’energia tra cui Eni ed Enel, della moda con brand prestigiosi quali Dolce e Gabbana, Ferragamo, Diesel, Furla e Benetton, nonché del settore assicurativo con Generali e alimentare con Ferrero, che ha recentemente spostato i suoi uffici direttivi dall’Ecuador a Bogotá. Questi sono solo alcuni esempi di come il Paese ha saputo attrarre partner e investitori italiani negli ultimi anni, dando il via a una continua e proficua collaborazione tra le due Nazioni che punta ad espandersi ed ampliare il numero dei settori produttivi coinvolti. “Lo scambio di know-how nel campo agroalimentare in particolare per quanto riguarda le certificazioni di qualità, i settori della logistica e della moda sono tra gli aspetti più interessanti per la nostra Regione” ha affermato Silvia Burzagli, Vice Direttore dell’Agenzia di Promozione Economica della Regione Toscana al termine della presentazione. “Da parte nostra c’è grande interesse verso la Colombia e gli incentivi che offre ci portano a prendere in seria considerazione la possibilità di una futura collaborazione anche per quanto concerne le attività produttive” conclude Raffaello Benetti, rappresentante della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Milano. Nei prossimi mesi saranno numerose le visite di delegazioni colombiane volte a presentare le potenzialità del Paese in specifici settori economici e produttivi a investitori sia Italiani che Europei con l’obiettivo di sviluppare partnership, collaborazioni e accordi commerciali. La partecipazione della Colombia a Expo Milano 2015 è uno sforzo congiunto del governo Colombiano e delle imprese private per posizionare il Paese a livello internazionale. In linea con il tema dell’esposizione universale, la Colombia presenta la sua ricca offerta agricola e il grande potenziale delle coltivazioni del Paese, in particolare l’alta qualità di caffè, cacao, frutta esotica, canna da zucchero, fiori e altri prodotti.Fonte: http://www.gonews.it/2015/07/24/la-colombia-presenta-le-sue-potenzialita-dinvestimento-a-regioni-e-aziende-italiane/

Il potenziale di mercato, la qualità e i costi della manodopera, il buon ritorno sugli investimenti, la posizione strategica, la vicinanza ai grandi mercati internazionali. Sono questi i principali punti di forza dell’economia del Messico, nazione che continua ad essere una delle mete preferite dagli imprenditori italiani per investire e produrre. In particolare, nel Paese operano 1.400 imprese italiane, di cui 350 in modo strutturato e circa un centinaio con uno stabilimento produttivo. Questi e molti altri dati sono contenuti nella pubblicazione ‘Presenza e sviluppo delle imprese italiane in Messico 2015’, curata da PwC, dall’Ambasciata d’Italia in Messico, da Ita (Italian Trade Agency), da ProMéxico e dalla Camera di commercio italiana in Messico, e la cui presentazione è avvenuta questa mattina a Milano, presso Palazzo Turati.Dal 1999 al 2014 le aziende italiane hanno investito in Messico circa 270 milioni di dollari, mentre le relazioni commerciali bilaterali tra i due Paesi sfiorano i 7 miliardi di dollari (20 anni fa erano poco più di un miliardo); l’Italia rappresenta il terzo partner commerciale del Messico tra i Paesi dell’Unione europea, e il decimo a livello mondiale. Nel solo triennio 2010-2012 gli investimenti italiani sono più che raddoppiati, e negli ultimi anni il numero delle imprese italiane stabilmente presenti nel Paese è in costante aumento. I numeri diffusi e le testimonianze dei protagonisti, vale a dire gli imprenditori intervenuti all’evento, dimostrano la vicinanza dell’Italia al Messico, il ruolo di partner strategico che l’Italia attribuisce al Paese e le opportunità che il Messico offre alle imprese italiane, in un mercato che recentemente ha ottenuto grossi benefici dall’ambizioso piano di riforme adottato dal governo. Il Messico è sicuramente uno dei mercati più promettenti del continente americano, fa da ponte tra America settentrionale e America latina e nonostante la recente crisi economica continua a crescere a ritmi sostenuti. Il Messico, come ricordato anche negli incontri dei giorni scorsi tra il presidente Mattarella e il premier Renzi con il presidente messicano Enrique Peña Nieto, rappresenta il 40% dell’export totale verso l’America Latina, ed è uno dei Paesi individuati dal Piano di rilancio straordinario del ‘made in Italy’. Le opportunità offerte dal Messico derivano dal vasto mercato di consumatori su cui può contare, pari a 120 milioni di abitanti, con una fascia media in crescita; dal mercato esterno, grazie alla vicinanza geografica con gli Stati Uniti; dal mercato del lavoro, con una grande offerta ed un conseguente basso costo della manodopera, spesso altamente qualificata; dalla sottoscrizione di Trattati internazionali con ben 46 Paesi al mondo. Alla presentazione della pubblicazione hanno partecipato Ezio Bassi (PwC Italia), Vincenzo De Luca (ministero degli Affari Esteri), Riccardo Monti (Ice), Alberico Peyron (Camera di commercio italiana in Messico), Miguel Ruiz-Cabanas Izquierdo (ambasciatore messicano in Italia), Carlos Sànchez Pavon (ProMéxico), Piero De Lorenzi (PwC Italia), e José Antonio Quesada e Luca Torosani (PwC Messico). I lavori sono stati conclusi dalle testimonianze di alcuni degli imprenditori italiani che hanno investito in Messico (aziende Magneti Marelli, Olsa Group, Gruppo Adler Pelzer, Micoperi, Enel Green Power, Buzzi Unicem, Sicim, Guala Closures Group, Alfaparf, Campari, Safilo, Mossi Ghisolfi Group e Faber). Per Miguel Ruiz-Cabanas Izquierdo, ambasciatore messicano in Italia, “i recenti incontri istituzionali tra Italia e Messico sono la conferma che è iniziata una nuova era nei rapporti tra i due Stati, fondata sull’amicizia, sula politica, sull’economia, sulla cultura, sul turismo”. “Questo nuovo corso – ha detto – non potrà che offrire nuove opportunità sul fronte del commercio e degli investimenti. Il premier Renzi e il presidente messicano Peña Nieto, inoltre, hanno annunciato che si incontreranno ogni 6 mesi per lo sviluppo del dialogo e per i rapporti economici tra le due nazioni”. Riccardo Monti, presidente Ice, ha sottolineato che “il Messico nel 2014 ha fatto registrare un surplus commerciale di ben 120 miliardi di euro”. “L’Ice negli ultimi anni – ha ricordato – ha quadruplicato gli investimenti nel Paese, che offre grandi possibilità anche per via della forte crescita della classe media. Direi che è davvero il momento di scommettere sul Messico”. E Alberico Peyron, presidente Camera di commercio italiana in Messico, ha sottolineato che “in Messico vivono circa 20mila italiani, le aziende sono 1.400, delle quali i 2/3 piccole imprese del turismo, localizzate nelle località turistiche”.”Il successo delle imprese italiane in Messico – ha aggiunto – è anche dovuto alle similitudini culturali tra i due popoli, al fatto che siano entrambi latini, alle loro radici culturali ed alla fede religiosa. In Messico il sistema-Italia funziona perfettamente”.

Fonte: http://www.sassarinotizie.com/24ore-articolo-293623-messico_pwc_economia__parla__italiano_1400_aziende_presenti.aspx

El consejero comercial de ProMéxico en Colombia, Norberto Amador Islas, exhortó a empresarios mexicanos a incrementar su presencia en ese país, ante la gama de oportunidades de intercambio comercial y de negocios que existen. En entrevista con Notimex, dijo que los principales productos comerciales que representan un área de oportunidad para exportar a esa nación son los alimentos procesados, los farmacéuticos, así como dispositivos médicos. Además del sector automotriz que ya tiene una gran presencia en ese país, y el de autopartes y metal mecánico. Por otra parte, destacó que las oportunidades de inversión en Colombia están en el sector de energía eléctrica, infraestructura, manufacturas, automotor y tecnologías de la información, servicios, turismo, agroindustria, cosméticos, servicios de salud y textil. Asimismo, instó a los empresarios colombianos atreverse a invertir y atraer más productos y servicios a México, pues si bien hay un importante diferencial en el tamaño de población -120 millones frente a 48 millones – es posible atender diversos nichos de mercado. “A diferencia de México, les falta arriesgarse un poco más, en el sentido de vender aquí sus productos o establecerse”, consideró el funcionario que también es consejero comercial de ProMéxico en Ecuador, Guyana, Panamá, Surinam y Venezuela. Los empresarios colombianos consideran a México como una excelente oportunidad para invertir; sin embargo, “deben arriesgarse más”. Subrayó que ambas naciones aún tienen amplio potencial para aprovechar los beneficios del tratado de libre comercio que tienen vigente desde 1995 y que se profundizó en el 2012.
 
Fuente: http://eleconomista.com.mx/industrias/2015/08/02/colombia-representa-buen-polo-inversiones-mexicanas